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Anteas aderisce alla campagna contro il gioco d’azzardo

ANTEAS aderisce alla campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo “Mettiamoci in gioco”, presentata oggi al Senato, presenti tra gli altri i senatori Chiti e Rigotti, introdotta e coordinata da don Armando Zappolini. E’ intervenuta Ilaria Bugetti dell’Anci. All’interno dell’iniziativa l’Associazione Libera ha presentato il dossier “Azzardopoli 2.0”, sulla presenza delle mafie nel settore.

Mentre i consumi e i risparmi delle famiglie italiane decrescono, dunque, le spese per i giochi non conoscono crisi: siamo il primo paese al mondo per il Gratta e vinci, abbiamo un numero pro capite di macchine da gioco di ultima generazione – le Vlt – triplo rispetto agli Stati Uniti, deteniamo il 23% del mercato mondiale del gioco on line. Le persone che hanno problemi di dipendenza sono tra le 500mila e le 800mila, quelle a rischio sono quasi due milioni. Insomma, l’Italia è tra i primi paesi al mondo per consumi di gioco d’azzardo.

Se è vero che lo Stato potrebbe incassare quest’anno 8 miliardi di euro, grazie alle tasse versate dai concessionari dei giochi, la campagna promossa da ANTEAS insieme alle ACLI ADUSBEF, ALEA, ANCI, ARCI, AUSER, Avviso Pubblico, CGIL, CISL, CNCA, CONAGGA, Federconsumatori, FeDerSerD, FICT, FITEL, Fondazione PIME, Gruppo Abele, InterCear, Libera, UISP stima in una cifra compresa tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro annui i costi sociali e sanitari che il gioco d’azzardo patologico comporta per la collettività.

Il gioco d’azzardo è infatti una vera patologia che provoca dipendenza e quindi ha costi sociali e sanitari molto alti che ricadono sulla collettività. In più assistiamo all’infiltrazione crescente di organizzazioni mafiose e la crescita del ricorso all’usura.

Con la presentazione DEL DOSSIER la campagna si rivolge quindi alle Istituzioni e ai partiti affinché intervengano in modo molto più incisivo in materia di gioco d’azzardo, ponendo al primo posto la tutela della salute del cittadino.