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Nel 2014 pensiamo alle famiglie

L’esperienza maturata nel “pianeta” del volontariato impone a quanti come me al suo interno operano, alcune riflessioni di ordine etico-morale ma anche di spessore politico-sociale riguardante la famiglia, quale risorsa e nucleo di unità e coesione della società, punto di riferimento educativo e soggetto primario di rappresentazione dei bisogni.

In questo contesto necessita un riordino nella programmazione degli interventi attraverso un sistema strutturale e organico volto alla soluzione delle tante problematiche che oggi affliggono la famiglia in ordine soprattutto all’avvenuto mutamento dell’istituto che ne aggrava ruolo e funzione: da famiglia patriarcale a famiglia moderna con le nuove esigenze e specificità che la caratterizzano.

Malgrado i contenuti della legge 328/2000; legge regionale 23/2003; legge 149/2001 il sistema degli interventi e degli aiuti presenta contraddizioni ,negatività, sperpero di risorse e carenza di soluzioni organiche che puntino alla salvaguardia della famiglia nella sua interezza piuttosto che intervenire sui singoli componenti .

Il disagio e la sofferenza sociale infatti investono sempre di più la famiglia nel suo insieme anche quando sorge un problema particolare che colpisce un suo singolo elemento in quanto disabile,anziano non autosufficiente, minore a rischio ecc.

Nel condividere contenuti e finalità innovativi del Piano Guida Nazionale per la Famiglia voluto dal Ministro Andrea Riccardi e varato in data 7 Giugno 2012 dal Governo Monti, occorre a livello regionale passare dalla politica del sussidio fine a se stesso alla politica responsabile della implementazione dei “CENTRI FAMIGLIA” – quale erogatori di servizi in rete efficaci – che dovranno superare tutte le altre attività attualmente presenti nel territorio in modo disorganico, frammentato e inefficace che non aiutano a risolvere i problemi, anzi a volte li complicano, ritardano e aggravano polverizzandone i benefici.

In questa logica occorre coinvolgere in primis i Comuni, che conoscono il territorio, le persone ed i suoi bisogni, responsabilizzandoli alla collaborazione per armonizzare un settore di interventi che dovranno mirare alla creazione di una nuova cultura di comunità solidale ed inclusiva oltre ad ampliare e tutelare le relazioni sociali favorendo il potenziamento e l’espansione delle iniziative di volontariato familiare previsti dall’art.6 della LR 1/2004.

Inoltre favorendo l’accesso e la partecipazione attiva delle famiglie, quale soggetto di cittadinanza sociale, alle iniziative culturali della propria comunità locale si favorisce l’ampliamento di quel sano dettato costituzionale della solidarietà intesa come rafforzamento delle reti associative delle famiglie che dovrà sempre di più caratterizzare la società del futuro nella salvaguardia della coesione sociale e del potenziamento di un equo rapporto tra le generazioni, oggi a gran voce reclamato sia dai giovani quanto dagli anziani.

Per concludere ritengo sia giunto il momento di superare analisi ripetitive, confuse e parziali premendo l’acceleratore per la costruzione di un piano regionale per la famiglia attraverso un welfare di comunità più equo, inclusivo e democratico in grado di generare potenziale sociale.

CataldoFrancesco Nigro
Presidente Consulta Volontariato Calabria